Nella classifica dei libri più venduti della casa editrice Iperborea al secondo posto c’è L’anno della lepre di Arto Paasilina.
Arto Paasilina nato nel 1942 a Kittilä, in Lapponia, è autore-culto in Finlandia, dove ogni suo libro supera sempre le 100.000 copie, e uno dei pochi scrittori finlandesi che vive unicamente della sua penna. Ex guardaboschi, ex giornalista, ex poeta, ha cominciato nel 1975 la sua folgorante carriera di scrittore. Molto amato all’estero per il suo humour travolgente, quella capacità tutta finlandese di raccontare ridendo anche le storie più tragiche, ha pubblicato finora più di trenta romanzi, oltre a pièces teatrali e sceneggiature. Nel 1994 gli è stato conferito in Italia il Premio Acerbi per L’anno della lepre, romanzo che ha superato le 100.000 copie. Vive alternando alla Lapponia e a Helsinki le sue sempre più frequenti tappe nei paesi più assolati del Sud, spesso anche in Italia (dal sito www.iperborea.com)
"L'anno della lepre" di Arto Paasilinna mi fu consigliato un po’ di tempo fa. Piccole coincidenze mi hanno riportato con il pensiero in Finlandia e ho comprato questo libro.
La storia: Vatanen è un giornalista quarantenne che una sera tornando da lavoro, con un suo collega, investe una lepre. Da questo momento Vatanen e la lepre diventano i protagonisti del libro, inizia un'avventura che li porterà ad affrontare situazioni stravaganti e dove lo scrittore parlerà dello Stato, della Chiesa racchiudendole in esilaranti situazioni. Nei paesi-nordici è diventato un libro-culto e immagino anche il perché. C’è una cosa che ai finlandesi interessa in questo libro: la natura. I finlandesi, un po’ come i norvegesi, quando possono scappano nel silenzio. Natura vista come un mezzo per liberarsi. La fuga del protagonista da una società urbanizzata che lo annoia e lo chiude in schemi pre-costituiti da giudizi e consuetudini avviene attraverso la natura rappresentata in questo caso da una lepre. Un libro ecologico, che “sfrutta” la natura per fare umorismo.
Bel libro che naturalmente in Finlandia è molto apprezzato, forse nel Mediterraneo un po’ meno per una serie di motivi: il rapporto con la natura e il coraggio di cambiare vita. Bel libro perché insegna che si può "perdere" un anno dietro ad una lepre per vivere con leggerezza gli altri anni che ci restano. Bel libro perché mi ha ricordato che la vita può cambiare in un attimo se solo si fosse un poco più attenti alle cose che succedono intorno a noi. Bel libro per entrare in un mondo che non ci appartiene come la Finlandia.
Buona lettura!
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Splinder (04/07/2009) ANATOLE FRANCE LA RIVOLTA DEGLI ANGELI A cura di ROBERTO SAVIANO MERIDIANO ZERO Collana SOTTOZERO Euro 9,00 Pagine 320 ISBN 978-88-8237-200-2 PUBB. LUGLIO 2009 “IL PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA INCHIODA DIO ALLE SUE IRRIMEDIABILI COLPE”. (Roberto Saviano) “Il Dio vinto diventerà Satana, io, Satana, da vincitore diventerò Dio. Possa il destino Leggi ancora...
Splinder (03/07/2009) Qualunque cosa succeda …una scelta esiste sempre Umberto Ambrosoli Vita morte eroicità dell’eroe che mise alle strette Sindona di Iannozzi Giuseppe - fonte: Jujol.com “Qualunque cosa succeda”, scritto dall’amorevole mano di Umberto Ambrosoli, figlio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata di Leggi ancora...
Sarà stato il successo di massa della trilogia di Stieg Larsson pubblicata da Marsilio a puntare i riflettori sulla letteratura svedese, siamo ancora agli albori ma è una bella occasione parlare di Svezia oggi che festeggia la Presidenza di turno dell'Unione Europea.
Perché non approfittare di questi riflettori per scoprire più approfonditamente la letteratura non solo svedese ma del nord Europa in generale?
Come punto di inizio e isola felice in fatto di proposte, vi segnalo una casa editrice indipendente leader in questo campo, si tratta di Iperborea Editore con le s
ue pubblicazioni specializzate in letteratura classica e contemporanea del panorama di Islanda, Svezia, Norvegia,Finlandia, Estonia, Danimarca e anche Olanda, Belgio e Germania.
Che ne dite? E’ arrivato il momento di rompere il ghiaccio? Ecco la top ten dei libri più venduti, gli autori caratterizzanti divisi per nazione e il catalogo completo delle pubblicazioni.
Buona lettura
Splinder (25/06/2009) L’ultimo dei Templari Paolo Negro e l’ultima verità su Cristo di Iannozzi Giuseppe Impossibile dire quanti libri, più o meno attendibili, siano stati scritti sui Templari nell’ultimo decennio. Ma è fuor di dubbio che il tema è risorto e l’epica dei Templari è tornata di prepotenza a popolare l’immaginazione di un Leggi ancora...
Nella scrittura, la poesia si annida ovunque oltre le pagine stampate e dunque anche l’universo liquido del web sforna i suoi degni frutti. Vestigia gotiche e grafiche preraffaellite fanno da riva all’universo di Lady Alexandra Borgia, vita da avatar della scrittrice e disegnatrice Marilena Frigiola che si dedica con piacere a estemporanee letterarie sul suo forum Diario Di Corte. <<Nel 2005, ho scoperto nella prosa il mio alter ego più passionale e tra liriche sensuali, stralci di diario, ho lasciato che sulla carta prendesse vita il cuore di Eva, la prima donna creata da Dio, genitrice dell’amore universale e del peccato originale>> questo il tratto ricorrente del suo intenso versante on line dove lavora alle pagine di Amor Sacrilego, una versione fantasy-storica ispirato al dramma di Cesare e Lucrezia Borgia,ovvero, un' estrapolazione del romanzo sono Le memorie di una Strega, dove appare un'Alexandra gothica plagiata dalle forze oscure ma piegata dall'amore.
Marilena Frigiola è nata nel 1975 a Laterza, lavora anche per Mondadori. Lasciamo a voi il piacere della scoperta, magari partendo dalle rime di Mia Fosca Signora: Vampire’s Eternity che tinteggia Eros e Thanatos sotto le sembianze di un vampiro tra passione e struggente logorio di un amante inconsapevole che
si sfibra in un amore inevitabile ed estremo, tra senso onirico e oscura quotidianità macchiata di spettrale, tutto volto a rappresentare la preghiera che Edward Cullen rivolge alla sua Eternità.
“… Chi sei davvero, mia fosca signora?
Una sirena d'Oriente?
Una Dea del Nord, vestita di lusso e d'eternità?
Appari triste ai miei occhi
e tristi sono anche le tue labbra
perché tu sei il seme della chiaroveggenza
e sostituisci la vita degli uomini
con una morte apparente.
Non ti ho mai desiderata.
E sei venuta a prendermi.
Ho lottato contro di te
fino a barattarmi le unghia col fuoco
e tu mi hai vinto
usando sciabole da battaglia
e pallottole d'uva nera…”
Il video qui allegato, rappresenta la performance vocale di Ivo De Palma su questo testo, una forma d’arte tanto desiderata dalla stessa autrice. Scopriamo meglio cosa ne pensa Ivo De Palma in proposito.
Onirico nel quotidiano, questo il tratto di Mia Fosca Signora. Sei tu a plasmare la planimetria dello script dei video, la selezione i tratti chiave, come avviene questo editing per la recitazione?
Può sembrare paradossale, ma in casi del genere si parte sempre dal sonoro, confezionando qualcosa che, all'occorrenza, possa comunque stare in piedi anche e soltanto come evento audio. Poi, sulla scansione musicale, contrappuntata dalla voce recitante, che diventa quasi uno strumento solista, si distende e si scandisce la sequenza delle immagini, arricchendole successivamente di effetti particolari. Qui l'aspetto onirico è comunque prevalente, e questo permette di presentare immagini pertinenti al tema in modo tale che non siano mai troppo banali e didascaliche. Naturalmente, nel chiaro intento di rendere fruibile il video al pubblico più ampio, ho evitato di eccedere nella carica erotica di alcune immagini, che avrebbe potuto anche essere un po' più spinta.
Fascinazione direi. In un modo o nell’altro,per lavoro o per passione, il gotico ti ha contagiato, Lady Alexandra Borgia il book trailer di Tamara Deroma e lo stesso Hades,così uguali e così diversi, tutti hanno un tratto lugubre, oscuro… eppure un tema così ricorrente riesce a farti districare le qualità vocali e recitative in maniera così disparata. E’ qualificabile una ragione a tutto questo?
Le differenze interpretative sono imposte innanzitutto dalla tipologia di evento artistico cui si vuole dar vita: il reading poetico, il promo artistico/commerciale, il cartone animato giapponese e quella sorta di "preghiera" metropolitana che era "A Suburban Prayer", per completare il quadro "gotico" delle mie ultime scorribande, sono situazioni artistiche completamente differenti, ognuna delle quali ha le proprie modalità e convenzioni, anche in relazione all'uso della voce. Non so da che cosa dipenda il comun denominatore, a vario titolo "infernale": sarà perché effettivamente gli ultimi anni, per me, sono stati un po'... movimentati!
È stata Lady Alexandra Borgia in persona,alias, Marilena Frigiola a chiederti di recitare questo suo estratto letterario. Anche dopo la tua esperienza più che ventennale nel tuo settore, inorgoglisce, emoziona sempre realizzare un desiderio come questo?
Sì, è un'esperienza che mi gratifica sempre. Nel caso di Marilena/Alexandra, recitare qualcosa di suo era un regalo che le avevo promesso da tempo, ma che poi avevo dovuto trascurare per lasciar spazio ad altri impegni di lavoro. Caso ha voluto che lei pubblicasse quello scritto proprio in un momento in cui ero più libero del solito, quindi non mi sono fatto scappare l'occasione...

Cercate un buon libro per l’estate e non solo da spiaggia, anzi per tutte le stagioni, dico che lo avete trovato, leggiadro,frizzante, ricco di avventura, curiosità storiche del Rinascimento e ambientazione nel futuro prossimo nelle valli della Svizzera Italiana, tutto questo è Guardie, Ladri E Tracciatori, quarto romanzo della “scrittrice arcobaleno” Manuela Mazzi che dopo reportage in forma di romanzi tinti di giallo, avventura, fantasia,punti di vista al femminile, giunge al romanzo della consacrazione della perfetta amalgama della sua corale anima da narratrice .
Definito da lei stessa come un libro per ragazzi, questo racconto è molto di più. Mirco, Luca e Stella sono i tre protagonisti adolescenti del ticinese sempre alle prese con il loro spirito d’avventura estivo ma sullo sfondo narrativo c’è quel quid in più, che intriga lettori di ogni età con la sua scrittura tutta particolare. Quella che sembra una scorribanda della curiosità di ragazzi si trasforma in una caccia al tesoro senza pari. Tracciatori alla ricerca di segreti e arrampicate metropolitane giungeranno alla misteriosa scoperta in un ghiacciaio disciolto di uno strano drappo di stoffa con filamenti dorati. Cosa sarà mai?
In un’impercettibile ambientazione nel 2030, senza fantascienza ma con un pizzico di futuro sotto i piedi,tra bullismo e bande rivali, cyborg e videogame da creare, i tre inseparabili compagni d’avventura si troveranno scaraventati in una ricerca entusiasmante sulle tracce della storia che li condurrà fino a sviscerare gli intenti del Ducato di Milano in Svizzera in un mix tra botta e risposta di storia moderna e spy story dai ritmi sempre più serrati e calzanti senza perdere di vista lo schietto senso giovane con i primi batticuori e i consigli di un mentore come Giona, il vecchio bibliotecario che dietro il suo apparire burbero nasconde un mondo più profondo immerso in una ricerca del Sapere tra Lanzichenecchi e Araldica.
Libro scorrevole e pratico come solo Manuela Mazzi sa rendere questo genere di dinamiche caleidoscopiche ma abbiamo detto, con quella crescita in più che la consacra di una penna sempre al di fuori dei clichée del romanzo di genere. Un libro diretto, pratico nella scrittura, che cela scatole cinesi di storie dentro storie: colpi di scena con piccoli sprazzi di riflessione dietro l’angolo che non disdegnano un estro giornalistico mimetizzato in tante piccole rifiniture.
Per il resto godetevi il panorama, l’ambientazione nella Val Bavona, Locarno e Friborgo. Panorama che è anche editoriale: quel polmone verde della letteratura della Svizzera italiana di cui anche Manuela Mazzi è figlia con il suo Guardie.Ladri E Tracciatori facilmente reperibile anche nelle grandi distribuzioni italiane.
Libro da non perdere!
CHI E’ MANUELA MAZZI
Manuela Mazzi è nata a Locarno (Svizzera) nel 1971. Giornalista professionista e appassionata fotografa, ha scritto per più testate della stampa ticinese e ha collaborato con Il Giornale di Milano, come corrispondente dalla Svizzera di lingua italiana. Dal 2004 lavora per il settimanale d’approfondimento “Azione”, inoltre produce servizi giornalistici e reportage fotografici come free lance per altre riviste. Al di là della scrittura, due sono le cose che appassionano maggiormente Manuela Mazzi: i viaggi (sacco in spalla) e la fotografia (interesse che si sta trasformando in lavoro). L'avventura e il desiderio di immortalarla sono rispettivamente una condizione e un sentimento che cerca di inseguire e appagare da che la sua memoria riesce a ricordare. Tant'è che ha eletto da tempo, quale filosofia di vita, concetti come la curiosità, il desiderio di conoscenza, la comprensione e la volontà di immortalare il mondo che ci circonda, così com'è. Da qualche anno si occupa di diverse attività, dalla stesura di contributi redazionali ai servizi fotografici. Pur essendo agli esordi nel settore fotografico, può vantare la collaborazione con periodici specializzati nella salvaguardia dei beni architettonici e della natura, ma anche con settimanali e quotidiani, che pubblicano i suoi reportage.
I LIBRI
L’Angelo Apprendista
Un Caffè A Kathmandu
Un Gigolo In Doppiopetto
Guardie,Ladri E Tracciatori : http://www.youtube.com/watch?v=IQACP7TTIKs
L’INTERVISTA
1.Guardie, ladri e tracciatori: una storia a colpi d’avventure, misteri storici e nano tecnologie. Lo indirizzi soprattutto al pubblico adolescente, un po’ come se fosse una teoria di equilibrio dopo Un gigolo in doppiopetto riservato ad un pubblico adulto. Com’è stato scrivere con la consapevolezza di questa messa a fuoco dell’età del tuo giovane pubblico?
Hai detto bene: quando ho iniziato a scrivere questo romanzo sentivo proprio il bisogno di equilibrare gli sforzi fatti per il precedente libro, il reportage narrativo. Non è solo l’età del lettore che mi è servito per bilanciare l’insieme, bensì è anche l’energia che ho voluto iniettare nelle pagine di quest’avventura: dal mondo grigio, perverso, grave, concreto e vizioso de Un gigolo in doppiopetto, ho scelto di esplorare il fascino della natura, della gioia di vivere, della giovinezza, dell’innovazione, in un racconto leggero e spensierato, sebbene non manchino spunti di riflessione anche in questo nuovo romanzo. Quindi, per mettere a fuoco il target di riferimento, e tutto ciò che ne è derivato, non è servita una messa a fuoco, perché è stata la logica conseguenza della mia necessità di immedesimarmi in un mondo che mi rappresenta molto, che dico, in assoluto di più rispetto a quello in cui è ambientata la storia del gigolo.
2. Particolare non trascurabile, malgrado la storia abbia una forma alquanto attuale, si scorge che tu l’ambienti nel 2030. Giochi anche, in un’apparizione – cammeo, con il titolo del tuo primo romanzo L’Angelo Apprendista, scritto nel 2005 che nel tuo ultimo romanzo risulta essere una pubblicazione più che trentennale. Curioso, raccontami di questa forma mentis…
L’hai detto tu stessa: ho giocato… e non hai idea di quanto mi sia divertita a farlo durante tutto il libro. Anche se però la data non è casuale: nel 2030, infatti, - secondo un esperto che intervistai già qualche anno fa (e qui ricado nella mia deformazione professionale, che mi aiuta sempre a trovare nuovi spunti) – sarà scomparso anche l’ultimo ghiacciaio ticinese, che per ora resiste consumandosi poco a poco… E avrà finito di leggere il libro può ben intuire l’importanza di questo evento per la narrazione.
3. E in quanto a passato, senza svelare nulla sui punti caldi del tuo romanzo, l’avventura dei tuoi giovani protagonisti s’intreccia con la vera Grande Storia. I Lanzichenecchi, il Rinascimento degli Sforza a Milano e le relazioni con il tuo Cantone Ticino. Il sapore storico che connota il tuo romanzo sembra essere alquanto profondo. Quanto c’è voluto per documentarti prima della stesura del tuo romanzo?
Ti svelo un segreto, che è poi la parte che mi ha maggiormente divertita durante la stesura di questo romanzo.
Il libro che avevo in mente di scrivere era tutt’altro. Ma a volte è la storia che sceglie di essere scritta e non lo scrittore a scegliere la storia. L’unica cosa che mi sono preoccupata di determinare prima di iniziare a stendere il libro è stato l’oggetto da far ritrovare ai ragazzi. Qui ho dovuto cercare in diverse direzioni, perché lo volevo proprio di quell’epoca, e doveva essere realmente scomparso… il che non è così evidente. Una volta individuato ho iniziato a scrivere pensando di imbastire la narrazione un po’ nel presente e un po’ nel passato… mentre man mano che proseguivo i miei personaggi decidevano da soli il da farsi. E non ti dico che gioia è stato per me scoprire insieme a loro tutto ciò che è stato poi scoperto. Perché, è vero, è stata intensa la ricerca per documentarmi, ma non l’ho fatta prima, bensì mentre… ogni volta che arrivavo a un punto morto, così come è toccato ai ragazzi, lo stesso ho dovuto fare io… ho cercato le soluzioni più logiche nelle pagine della storia reale… così mi sono ritrovata a sfogliare il libro della biblioteca di Friborgo, oppure quello sulle battaglie varie; ho sondato il mondo criptico dell’araldica; mi sono letta un bel librone storico e diversi altri appunti; sono finita nelle pagine dell’archivio del giornale di Como; e… insomma… è stato affascinante.
4. L’ambientazione storico – geografica nel ticinese, in particolare tra Val Bavona, Locarno e Friborgo è uno dei punti cardine del tuo romanzo. Com’è nata l’idea di marcare la tua terra natale all’interno di questo libro?
A dire la verità fra i tre territori citati, fatta salva Locarno, non c’è molto della mia terra natale, che – come hai ben intuito – ho comunque inserito nel libro. In effetti il paese in cui da piccola ho trascorso tutte le mie estati è Palagnedra, ovvero il paese in cui si trova la capanna del Vecchio Giona; capanna che esiste davvero e che si trova proprio nei pressi di una cascata che ha Tre Salti e dove io da piccina mi avventuravo a balzi e guizzi su per il corso del fiume, così come faccio fare ai protagonisti del libro.
5. A questo punto non può mancare uno sguardo panoramico su vari punti che setacci nel libro con il tuo "giornalismo liofilizzato nella trama" ovvero, lo scioglimento dei ghiacciai come cardine ambientalista ma anche la presenza della comunità cinese sul territorio e l’insegnamento scolastico della storia ridotto a poco meno di una materia opzionale nel sistema scolastico. Volendo sintetizzare un quadro generale?
È proprio così: attualissimo è lo scioglimento dei ghiacciai, mentre è solo un’ipotesi la comunità cinese, insediata in un futuro verosimile sulla base della loro attuale presenza massiccia sul mercato internazionale; mentre che la storia stia poco a poco perdendo colpi è emerso da alcuni sondaggi e studi. Ma non sono gli unici temi che prendono spunto dall’attualità. Ad esempio c’è il bullismo che nel Locarnese ha fatto molto discutere; la mancanza di fiducia nell’autorità; la difficoltà di interazione tra adulti e giovani; e altro ancora…
6. In quanto ad amalgama giornalistica, sullo sfondo appare anche uno scorcio della tua ambientazione nel futuro. Scrivi che la crisi economica porterà a una proliferazione delle armi di distruzione di massa in India e Cina rispettivamente al fianco di Usa e Russia mentre l’ago della bilancia di un mondo senza guerre sarà in mano all’Europa. Lungi da noi fare pronostici profetici, ma dalla posizione particolare in cui sei, in Svizzera, come ti appare il progetto dell’UE? E la Svizzera? Fiera della sua neutralità o nostalgica di una periferia ai bordi di questa comunità?
Assolutamente fiera della sua neutralità e – purtroppo – sempre più consapevole dell’impossibilità di resistere alla pressione di un’Europa, Unita solo da false speranze. Da che mondo è mondo le guerre sono state fatte sin troppo spesso per separare… mi sembra così assurdo veder sgomitare colletti bianchi tanto disuguali tra loro, per unire nazioni tanto diverse, in esigenze, in visioni per il futuro, in cultura, in lingua… Oggi – sempre secondo la mia personalissima visione - abbiamo solo due possibilità: o resistere fino alla fine, intesa come la fine dell’Unione Europea; oppure arrenderci e disintegrare i confini di un territorio unito da settecento anni, a mio parere, solo per separare le nazioni. Che senso avrebbe di esistere una nazione tanto piccola, separata in tre regioni linguistiche, da alte montagne, con culture completamente diverse tra di loro. E che non si pensi che io sia una chiusa di vedute: mi ritengo una “cittadina del mondo”, ma sono contro ogni tipo di globalizzazione, perché amo le diversità. Pensa come sarebbe triste un modo tutto uguale, in cui non ci sia più spazio per dar sfogo allo spirito d’avventura e a quel bisogno di esplorazione che è innato in molti uomini...
7. Ma torniamo più propriamente al tuo romanzo, tra l’altro, il più lungo che hai mai scritto fin ora, al suo interno compare anche il personaggio di un dotto e schivo bibliotecario, il vecchio Giona, un personaggio inventato dallo scrittore Andrea Fazioli e che tu hai poi sviluppato a modo tuo. Cosa ti ha spinto a rivivere questo personaggio fino ad interiorizzarlo nella tua scrittura?
Sembrerà strano ma il Vecchio Giona è nato nella mente di entrambi quasi contemporaneamente. Quando ho scoperto il personaggio di Andrea leggendo il suo primo libro (un paio di anni fa) io stavo, infatti, già scrivendo Guardie, ladri e tracciatori. L’idea di prendere il suo Vecchio Giona è stata quasi obbligata giacché il mio personaggio aveva esattamente le stesse caratteristiche del suo… Per evitare quindi di far apparire il mio schivo bibliotecario, una scopiazzata del suo Vecchio consigliere, ho pensato che i due dovessero combaciare. Un’idea che è piaciuta anche ad Andrea quando gli ho chiesto se gli andava di “prestarmelo”…
8. E di te, come di solito in quello che scrivi, c’è molto anche in Guardie, ladri e tracciatori. Il karate e l’avventura sappiamo già che sono i tuoi fidi compagni di vita e questo senso per la tecnologia e il savoir fair da tracciatrice?
Uhm… no, in effetti, la tecnologia non è il mio forte, mentre l’idea del tracciatore, il parkour, il free running mi esalta molto: adoro guardare i loro video, e sono certa che oltre a diventare una karateka, se avessi scoperto prima questo sport, sarei stata anche una tracciatrice… Ora è già difficile cercare di fare la scrittrice ;-)
9. In chiusura, a proposito di web. Sul tuo sito www.manuelamazzi.ch, agli adolescenti è anche dedicato un concorso, ce ne parli?
Certamente: è un premio per… lettori. Non so se ne esistono già, ma se così fosse credo che dovrebbero essercene molti di più. In Italia, e non solo, ci si continua a lamentare che esistono troppi scrittori, e pochissimi lettori. Eppure si continua a organizzare centinaia e centinaia di concorsi letterari per esordienti o aspiranti scrittori o poeti. Mentre non si dedica nessuna attenzione ai lettori, che dovrebbero essere invece i veri protagonisti di un libro. In questo modo ci si ritrova sempre a parlare tra di noi… come fossimo un ristretto cerchio chiuso composto solo da scrittori (o aspiranti tali), critici, giornalisti, giudici, case editrici e… basta, salvo in qualche concorso in cui la giuria è composta dai lettori… tanto per farli lavorare un po’: mentre dovremmo essere noi ad essere al loro servizio. Così io ho deciso di premiare chi legge, e nella fattispecie, chi legge questo mio ultimo libro e poi gli dedica una recensione, mettendo in palio una somma in denaro per i primi tre vincitori.
10. So che sei molto presa dai tuoi futuri progetti letterari ancora tutti in cantiere e top secret. Ma per quanto riguarda il tuo estro consolidato da autrice in autopubblicazione che non si lascia scappare la presenza nelle grandi distribuzioni di siti come Ibs e con questa carta jolly di lettori sia in Italia che in Svizzera italiana cosa puoi dirmi?
Diciamo che – anche se è accaduto per un caso forzato – ho scoperto che l’autopubblicazione è più redditizia rispetto alla pubblicazione con una piccola casa editrice; anche se io riesco a vendere bene in Svizzera, mentre sono davvero pochissime le copie che vengono ordinate dall’Italia. Ciò che, in fondo, ha qualcosa di positivo perché il fatto di non aver penetrato il mercato italiano potrebbe attirare ancora – non si sa mai – l’interesse di qualche editore. Per questo motivo, dopo la pubblicazione de Un gigolo in doppiopetto, ho voluto pubblicare da sola anche Guardie, ladri e tracciatori (inviato comunque alle grandi case editrici come Piemme, Mondadori e Feltrinelli, che se m’avessero fatto una proposta di pubblicazione non c’avrei sputato sopra… eheheh).
Per quanto riguarda invece altri due libri che ho già pronto però non ho intenzione di autopubblicarli, perché pubblicare un libro è comunque molto dispendioso, e non solo da un punto di vista economico. Anzi, la grande fatica è l’intera macchina di promozione che succhia energie ogni giorno. Vorrei quindi occuparmi solo del minimo dispensabile per il prossimo che pubblicherò, così da poter uscire già l’anno prossimo senza dovermi prendere un anno sabbatico come ho fatto l’ultima volta. Quindi ho mandato le copie anche alle case editrici più piccole, tant’è che ho ricevuto proprio recentemente una proposta per la pubblicazione di uno dei due (questa volta si tratterà di un giallo). Mentre per il secondo libro già pronto il discorso è diverso: nella forma in cui si trova ora non oso pubblicarlo in Ticino, perché è un altro reportage narrativo molto dettagliato…
SITO UFFICIALE
In occasione della XXIII Edizione del Premio Laurentium, segnaliamo l’iniziativa dell’Elogio all’Ermetismo attraverso i nuovi Media in collaborazione con Vodafone. Poesie in concorso attraverso 160 caratteri di un SMS al 3404399444. il regolamento su questo link
Splinder (21/05/2009) Intervista a Martita Fardin valeANA Storia ed epilogo di una ragazza anoressica dell'alta borghesia italiana a cura di Iannozzi Giuseppe 1. Chi è Martita Fardin? Traccia la tua biografia, per quei soli elementi che ritieni il lettore debba conoscere prima o dopo aver affrontato la lettura del tuo romanzo “valeAna”. Sono una donna che è stata ossessionata Leggi ancora...
Scuola di Redattore di casa editrice
Messina, 5 giugno – 19 luglio 2009
la Bottega editoriale organizza a Messina la 5a edizione della Scuola di Redattore di casa editrice.
Le lezioni si svolgeranno a Messina, presso il Parco ecologico “Forte San Jachiddu” per quattro fine settimana dal 5 giugno al 19 luglio 2009. Alle lezioni in aula si alterneranno alcuni appuntamenti consistenti in “visite guidate” e/o lezioni-incontro con professionisti dell’editoria, quattro dei quali si terranno nei mesi di settembre-ottobre 2009. Per consultare on line il programma completo della Scuola e leggere il Bando è possibile visitare il sito de la Bottega editoriale al link: www.bottegaeditoriale.it/
Obiettivo della Scuola
Obiettivo della Scuola è formare qualificati redattori editoriali attraverso una didattica che unisca teoria e pratica e che simuli concrete situazioni lavorative all’interno di una casa editrice.
Durante le 80 ore di lezione, articolate in quattro moduli formativi per un totale 20 incontri, verranno affrontate tematiche relative all’editoria e al lavoro redazionale – tra i vari argomenti: funzionamento e organizzazione di una casa editrice; criteri di “correttibilità” dei testi e regole di editing; redazione di testi di varie tipologie; grafica ed impaginazione; ruolo delle agenzie letterarie; aspetti legali e amministrativi dell’ambito editoriale; promozione e “lancio” del libro – ogni segmento verrà approfondito utilizzando adeguate dispense e proponendo specifiche esercitazioni che verranno seguite da tutor.
Nell’ottica di garantire un contatto diretto con la pratica redazionale sono stati organizzati incontri e/o “visite guidate” presso case editrici, istituzioni culturali e d’informazione siciliane e calabresi partner della Scuola, hanno già dato la loro adesione come partner Città del sole edizioni, Falzea, Mesogea, Gbm, Sicania, Edizioni terrelibere.org e il Centro editoriale di ateneo dell’Università della Calabria.
I docenti del corso saranno direttori di collane librarie, direttori e responsabili di redazione di testate giornalistiche, autori di volumi, redattori di opere librarie, riviste e saggi.
Specifici segmenti saranno tenuti da editori e da docenti universitari.
Per conoscere i dettagli organizzativi della Scuola e per richiedere maggiori informazioni è possibile contattare l’indirizzo: info@bottegaeditoriale.it .
Possibili ambiti di collaborazione
Ai migliori corsisti sarà offerta la possibilità di operare in gruppi redazionali a carattere giornalistico e/o editoriale. In particolare si offre la possibilità di lavorare nelle redazioni della collana Le città della Sicilia, all’interno della quale sono già stati pubblicati due volumi su Messina e Catania e dell’omologa Le città della Calabria (dirette entrambe da Fulvio Mazza e pubblicate da Rubbettino editore).
Si offre, inoltre, la possibilità di lavorare con la Bottega editoriale nei settori delle riviste (in particolare www.bottegaeditoriale.it/
Attestato di partecipazione e Crediti formativi universitari
Al termine della Scuola sarà rilasciato un attestato; non potranno ricevere l’attestato coloro che avranno effettuato un numero di assenze superiore al 20% e che non avranno completato gli appositi moduli di recupero previsti, “frontali” o on line. Sono inoltre in corso le pratiche per l’ottenimento dei Crediti formativi universitari. Come è noto, ogni ateneo decide nei tempi e nei modi suoi propri. Non possiamo al momento sapere, dunque, quanti crediti verranno attribuiti dalle varie università. Si evidenzia, comunque, che nel passato sono stati riconosciuti diversi crediti − per differenti quantità specifiche − da varie università.
A titolo di esempio l’Università di Messina ha assegnato n. 10 Cfu, l’Università di Catania n. 3 Cfu e l’Università della Calabria n.8 Cfu.
Accesso alla Scuola
Le domande di iscrizione possono essere presentate fino al 22 maggio 2009.
La Scuola è prevista per un numero di 20 partecipanti; numero che potrà essere elevato solo nei casi espressamente indicati nel bando della Scuola consultabile sul sito www.bottegaeditoriale.it .
Il costo complessivo del corso è di € 720 + Iva 20% da versare in tre soluzioni, con un impegno iniziale di € 100 + Iva 20% al momento dell’iscrizione. Le presentazioni collettive usufruiranno di sconti. Due iscrizioni associate avranno uno sconto del 10; tre iscrizioni associate godranno di uno sconto del 20%.
Per iscriversi, si può inviare via email all’indirizzo info@bottegaeditoriale.it una richiesta (è possibile trovare un fac-simile della domanda sul sito www.bottegaeditoriale.it, tuttavia non è necessario utilizzare uno schema predefinito, è sufficiente inviare una email con oggetto: “Iscrizione alla Scuola di Redattore”), allegando i propri riferimenti personali e una breve descrizione delle esperienze formative e/o lavorative e delle spinte motivazionali alla partecipazione.
Per maggiori dettagli e informazioni:
info@bottegaeditoriale.it oppure 090.9410287 - 0984.838217 - 366.4279689 - 366.3727420
La Torino “città magica” di demoni e mondi ultraterreni, si tinge di horror - fantasy nelle pagine di Tamara Deroma che con il suo libro d’esordio I 7 Demoni Reggenti inaugura l’inizio di una sua saga letteraria sospesa tra la lotta eterna del Bene contro il Male. La protagonista è Eileen,una ragazza normale in apparenza: resa inerme da una vita mortale, in realtà appartiene al più potente clan dell’Inferno. Catapultata in questa dimensione ultraterrena,riuscirà a scappare dal potente Gujrhah e della sua potenza distruttrice scagliata contro i Sette?
E dalla magica Torino, di incantesimo in incantesimo, come ogni anno al Lingotto riapre la Fiera Internazionale del Libro.
La giovane Tamara, classe 1979, sarà ospite il 14 e 15 maggio allo Spazio Dea Store al Padiglione 2, ore 16.00 per incontrare i suoi lettori.
E come auspicio alla sua penna letteraria ecco sbucare un testimonial d’eccezione: Ivo De Palma e la sua voce che firma un book trailer per Tamara dalle sembianze cinematografiche: <<Tamara è di Torino, scrive un libro ambientato a Torino, ed è pure nata nel mio stesso giorno (ma molti anni dopo, ahimè...). Le auguro anche solo un decimo del successo di Harry Potter!! Ho realizzato quel trailer in gran segreto, per farle una sorpresa. Sapevo che ne aveva già altri due, ma senza una voce recitante. Qualche annetto d'esperienza anche come dialoghista mi ha permesso di rielaborare il riassunto ufficiale del libro, sintetizzandolo nelle poche frasi ad effetto che ho utilizzato. Per quanto riguarda le immagini, qualcosa in movimento l'ho utilizzata, ma non ho voluto esagerare, perché è fin troppo facile "rubacchiare" il lavoro degli altri... Senza alcuna pretesa di inventare chissà che, ho voluto che fosse una cosa che potevo definire "mia".La scansione in due parti, di cui la prima introduttiva (su un brano degli Evanescence, che l'autrice adora...) e la seconda più scatenata, è parte consapevole del progetto.>>
Ma ecco un tu per tu con Tamara più ravvicinato per capire il suo sguardo su I 7 Demoni Reggenti:
1. Partiamo da questa piccola sorpresa che ti sei trovata tra le mani, il trailer di Ivo De Palma che ha firmato questo book trailer per il tuo libro. Come ha fatto a fiutarti?
E’ nato tutto su Facebook. Un giorno ho scritto sulla bacheca del mio profilo che chi voleva aiutarmi con la promozione de “I 7 Demoni Reggenti” poteva spargere la voce tra i propri amici e contatti e... beh, Ivo ha fatto molto di più!
Ha creato uno splendido book-trailer che richiama in sé l’essenza stessa del mio romanzo!
D’impatto, dinamico, misterioso ed intrigante riesce ad accalappiare l’attenzione, schiavizzandola totalmente tramite il suono profondo e pieno della voce di Ivo, che noi tutti abbiamo imparato a conoscere ed amare.
Un book-trailer assolutamente cinematografico che alimenta incontrollatamente in me la voglia e il desiderio di sognare per la saga de “I 7 Demoni Reggenti”, una fortunata serie di film, magari proprio presentati al grande pubblico dalla stupenda voce di Ivo de Palma e dalla sua splendida creazione!
Tornando alla domanda iniziale, il giorno seguente al mio appello, non appena mi sono accorta del suo splendido regalo, ero talmente felice ed incredula da sentirmi la persona più fortunata al mondo!
L’ho ringraziato ed anzi, colgo l’occasione per farlo ancora; è stato davvero fantastico.
Ancor più che gentile, direi premuroso ed altruista. Qualità assolutamente dimenticate ai giorni nostri.
Ho visto e rivisto il book-trailer di Ivo tantissime volte ed ogni volta, rimango a bocca aperta. Chiunque mi conosca può tranquillamente testimoniare che è difficile sorprendermi e colpirmi a tal punto. Ivo De Palma ci è riuscito in pieno.
Ed ancora di più quando stamattina, accendendo il mio computer portatile, mi sono accorta del nuovo trailer creato sempre da Ivo per sponsorizzare la mia presenza alla Fiera Internazionale del Libro di Torino!
Sono rimasta senza parole a lungo. Ivo De Palma mi ha sorpresa due volte su due. E’ straordinario.
Davvero, complimenti!
2. Horror, fascino gotico e soprattutto letteratura fantasy. I 7 Demoni Reggenti nascono da queste atmosfere. Come è stato creare un personaggio come la protagonista Eileen sospesa in una cornice di Demoni, Purgatorio e Inferno ?
E’ stato, in una parola, istintivo.
Eileen è una ragazza forte, impulsiva; sa quello che vuole ed è disposta a tutto pur di ottenerlo. Ma è anche sognatrice, semplice, insomma, una ragazza come tante.
E proprio questo era l’obiettivo che volevo centrare.
Eileen è una come tante, una in cui ognuna di noi potrebbe riconoscersi.
E quindi naturale per una lettrice immedesimarsi in lei e vivere “in lei” le sue avventure e disavventure, soffrendo e gioendo in prima persona.
Ma i lettori maschietti non temano di non poter avere lo stesso trattamento di favore, anzi!
Se la protagonista “narrante”, infatti, è Eileen, molti sono i personaggi appartenenti alla rosa dei principali che occupano, a loro volta, il ruolo da protagonisti insieme a lei.
Sarà facile calarsi completamente nei panni dell’autoritario Rayiin, del misterioso Shell o ancora di quel furbetto di Aìnt o del diplomatico Urìel o perché no, ritrovarsi nelle vesti un po’ più affannate del maresciallo Tommaso Conti o in quelle di John Moore, fermo restando che vi sono anche altre personaggi femminili importanti a parte Eileen, come Judith e Lene, le sue migliori amiche, anche loro di fondamentale importanza nello svilupparsi della storia.
Ogni singolo personaggio si muove secondo una mentalità e personalità ben distinta, tanto che per me è stato semplicissimo sapere, nelle varie situazioni, come avrebbe agito. Molti di loro hanno ruoli attivi al 100% e le loro azioni sono di fondamentale importanza ai fini dell’intera saga.
Troverete azione, avventura, tonnellate di adrenalina, sentimento, perfino humour in un contesto letterario assolutamente semplice e diretto ad ogni tipo di lettore.
I protagonisti vivono in uno scenario gotico moderno e contemporaneo, in una realtà concreta ed a volte, del tutto irreale, in cui molti di noi vorrebbero incoscientemente essere catapultati almeno un giorno intero per provare l’ebbrezza di entrare in contatto con il fascino misterioso del Male; tutto verte su un concetto che io ho reso “la morale”, se vogliamo, dell’intera saga de “I 7 Demoni Reggenti”.
“Il Bene non è solo Bene e il Male non è solo Male”.
Una frase semplice che, però, raggiunge la coscienza sottoforma di moltissimi interrogativi che a loro volta, trascinano il lettore in un turbine di dubbi, paure ed incertezze che porteranno ad una ragionata e personale risposta alla “domanda-lancio” del primo libro, ovvero:
“Bene. Male. Sei pronto a schierarti?”
Beh, vi posso assicurare, che non sarà così semplice!!
3. 470 pagine. Per venire fuori il tuo romanzo è stato in gestazione dal 2001 al 2008, tempo per imparare a convivere. A livello mentale e creativo quale atteggiamento c'è stato nei confronti di questo libro?
Direi quasi ossessivo. Io ho amato questo libro con tutta l’anima. E solo questo mi ha permesso di non arrendermi.
Nonostante in questi anni la mia passione di scrivere fosse in gran parte soffocata da innumerevoli altri lavori in cui mi sono dovuta immergere per continuare a vivere, la voglia di andare avanti e terminare definitivamente il mio romanzo ha continuato a germogliare fino ad attecchire del tutto con l’ultima e definitiva correzione.
In realtà, avrei potuto metterci molto meno, ma ho preso e lasciato “I 7 Demoni Reggenti” tante di quelle volte, purtroppo, da dover ricominciare più volte il lavoro dall’inizio. Un lavoro lunghissimo dovuto anche al fatto che non ho mai avuto nessuna intenzione di pubblicare. Sono stati mio marito Flavio e le mie due migliori amiche, Francesca ed Eva, a convincermi a fare il grande passo!
Comunque, giuro, per i successivi libri non accadrà più! Non ho intenzione di fare passare tutti questi anni tra un volume e l’altro! E’ mia ferma intenzione dedicarmi costantemente alla scrittura, anzi per la verità il secondo capitolo, è già praticamente pronto.
Mi piacerebbe farlo uscire per l’anno nuovo... vedremo!
4. Torino, tu ci vivi e la tua storia si ricama addosso questa città. Fantasy e Torino, mi spieghi la magia di questo connubio?
Fantasy è magia e Torino è magia. Magia bianca, ma anche magia nera. Torino è vertice del triangolo di magia bianca insieme a Praga e Lione, ma anche di magia nera con Londra e San Francisco.
Una città dai mille volti. Dove tutto è il contrario di tutto. Essendo torinese ho voluto fortemente che la mia città entrasse a far parte dello scenario de “I 7 Demoni Reggenti”, anche se nel primo libro, i lettori ne intravedono soltanto qualche accenno che, però, li traghetterà dritti al secondo capitolo della saga.
C’è da dire che quasi in ogni volume seguente sarà possibile gustarsi scene “girate” nel capoluogo torinese... non posso proprio farne a meno!
Anche la città immaginaria di Eileen e delle sue amiche è per me una piccola Torino: le viuzze del centro dove lei, Judith e Lene vengono aggredite dal Demone Reggente al Peccato Capitale dell’Invidia, sono ben identificabili nelle strette vie che costeggiano via Garibaldi e l’intero centro storico, ma è chiaro e nello stesso tempo bellissimo, che ognuno possa identificare in questa realistica cittadina, un aspetto diverso dei propri luoghi.
Proprio perché è matematicamente “quasi” certo che ogni persona ami a dismisura la propria città.
Ma il legame che ho con Torino è più di questo.
E’ la città dei misteri, dei miei misteri, della mia magia, nera o bianca che sia.
Mi avvolge nel suo mantello oscuro e mi seduce e lo fa, senza farsene accorgere, con chiunque, anche per puro caso, vi transiti.
Torino è magia e la magia è Fantasy.
Ma il suo lato oscuro, quello che più mi attira, è la magia nera, e la magia nera è anche Horror ed io e il mio libro non possiamo che esserne parte, vi pare?
5. Eppure per te Torino significa anche Fiera Internazionale del Libro e il Torino Comics & Games. Da qui è partita la prima diffusione del tuo romanzo consapevole ai tuoi occhi: i primi contatti diretti con nuovi lettori, le copie da firmare. Raccontami
E’ stata una grande emozione cominciare. Il Torino Comics & Games è stato per me un valido trampolino di lancio, la prima presentazione al pubblico, a livello ufficiale, del mio libro. Un’esperienza che ripeterei anche subito!
Lo stand era magnifico, mio marito Flavio e mio cognato Gian Michele hanno fatto miracoli con l’allestimento e di questo ancora li ringrazio. E poi collaborare con Francesca, mia sorella, ma soprattutto un’illustratrice fumettista eccezionale mi ha fatta sentire ancora più a casa mia. Lo stand incantava nel suo angolo “bianco” con le sue opere, anche fatte al momento, e nell’angolo “nero” con i miei libri e i gadgets legati a “I 7 Demoni Reggenti”.
Tre giorni di fiera stancanti, ma bellissimi che mi hanno regalato tante belle soddisfazioni, prima fra tutte il contatto con i miei lettori, quelli che già mi conoscevano e avevano iniziato la lettura del libro e quelli che ho incontrato proprio allo stand e con cui continuo ad avere contatti tramite il mio sito ufficiale, il gruppo e il mio profilo su Facebook.
Abbiamo venduto tutti i libri già la domenica nella prima mattinata... è stato incredibile!
Ho reperito qualche altra copia d’eccezione, ma non sono durate che qualche altro minuto!
Un’esperienza bellissima e gratificante che ho ripetuto con la Fiera Internazionale del Libro. Un sogno che diventa realtà.
6. Torino e l'editoria Indipendente hanno costruito una buona traiettoria andando di pari passo. Da scrittrice emergente, tu avverti questa spinta privilegiata che pulsa in questa città?
Onestamente non molto. Ho dovuto farmi in ottomila pezzi per cominciare ad entrare nelle librerie “che contano”. Colloqui, presentazioni con tutti i responsabili e non, rincorse al telefono e tanta, tanta fatica, a volte, neanche meritata. Per noi scrittori emergenti è davvero dura; avere un cognome straniero aiuta moltissimo a farsi strada ed ancor più avere le giuste conoscenze con parecchi soldi da investire, ma io non ho potuto usufruire di nessuna di queste agevolazioni. Così sono scesa in campo in prima persona e mi sono buttata nello spietato marketing dell’editoria promuovendo, insieme a mio marito, il romanzo. L’ho fatto perché ci credevo e ci credo ancora oggi tantissimo.
Spero che in futuro questa situazione possa migliorare. E’ importante che le grandi case editrici e il mondo delle librerie indipendenti e non investano sugli scrittori di casa nostra, se ne vale la pena.
7. Ultima ma non ultima la tua casa editrice, Edizioni Sabinae (distribuita anche su BOL). Come è stato questo "impatto tecnico" con il mondo della "sala dei bottoni" che ha trasformato in libro il tuo manoscritto?
E’ stato un processo molto veloce. Dal momento in cui ho inviato la mia prima bozza all’editore fino alla pubblicazione de “I 7 Demoni Reggenti” non è passato molto tempo, anche se l’ansia, purtroppo, tende a trasformare i secondi in ore.
Di certo è stata un’emozione enorme quando mi è stata presentata quella che poi sarebbe diventata la copertina ufficiale del primo volume.
Lì ho cominciato a crederci sul serio, a fiutare la realtà in quel magnifico sogno apparente che mi circondava.
Lavorare con Edizioni Sabinae è stato costruttivo e professionale e non posso che ringraziare tutta la redazione al completo, in particolare il direttore editoriale, Simone Casavecchia, che ha voluto investire su di me e Nicola Fiorentino, il direttore creativo che ha creduto nel mio romanzo e che mi ha seguito pazientemente dall’inizio fino alla pubblicazione della bozza (grazie ancora Nicola!).
8. Il tuo esordio sotto tutti questi riflettori è stato sicuramente uno spirito. Sul tuo forum scrivi che I Sette Demoni Reggenti è destinato ad essere una saga. Tutto questo nuovo sprint ti fa tornare a scrivere con una ritmica e un approccio mentale diverso?
Sì, sicuramente sì. Ho un’immensa voglia di fare, perfezionare e creare da nuovo e tutto questo entusiasmo lo devo sicuramente alla prima calda accoglienza che il mio romanzo ha avuto.
“I 7 Demoni Reggenti” è una saga e come ho già accennato il secondo capitolo è praticamente già quasi pronto, ma non so dire ancora da quanti volumi sarà composta l’intera opera.
Quel che è sicuro è che voglio raccontare la storia di Eileen e degli altri protagonisti fino a quando ci sarà qualcosa da dire, fino a quando potrò sognare liberamente le loro avventure. Lo farò con un approccio mentale più aperto di prima, perché scrivere è diventato più che un hobby, è un lavoro. Quello della mia vita.
Un lavoro che intendo fare al meglio, con le mie vecchie e nuove risorse, sperando di far sognare i miei lettori, almeno quanto ho sognato io.
LINK
http://www.tamaraderoma.com/
MILANO - «Provo un senso di frustrazione e di sgomento. E anche di incredulità». Parola di Caterina Caselli, che con la sua struttura discografica messa a disposizione gratuitamente ha prodotto il brano «Domani 21/4/09» destinato a raccogliere fondi nell’ambito dell’operazione «Artisti uniti per l’Abruzzo». «Non credevo che ci fosse così tanta gente che da una parte Leggi ancora...
Splinder (30/04/2009) Su La Poesia e lo Spirito potete leggere e commentare l'intervista a Iannozzi Giuseppe che parla di Morte all'alba Leggi ancora...
Dopo il reading su Erri De Luca, le incursioni su You Tube del noto doppiatore Ivo De Palma continuano sotto il segno degli Spoken Words:la sua recitazione in
libertà da ogni personaggio, il suo lavoro secondo se stesso senza incasellamenti,quando il mondo di fuori può aspettare. Questa volta è un sondino nel panorama del sottobosco della letteratura indipendente a fare da protagonista a una recitazione in versi molto particolare.
Benvenuti nel mondo di Stefano Lorefice (ne avrà memoria chi già qualche anno fa leggeva i miei post in questo space), nato sotto il segno dei più milanesi nomadismi metropolitani con le poesie di Prossima Fermata Nostalgiaplatz e Budapest Swing Lovers, Ivo De Palma mette in luce il suo lato più recente e maturo: la crescita e la maturazione di questo poeta nel tratto evolutivo dalla salsa al neon alla riscoperta dei valori delle origini racchiusi nella raccolta L’Esperienza Della Pioggia da cui nascono i tre video che vado a presentarvi.
Come nasce questo connubio? - Ho conosciuto Stefano anni fa, leggendo dal vivo alcuni suoi brani tratti da Cosmo Blues Hotel.- racconta Ivo De Palma - Arrivai nel localino (un circolo Arci) in cui i gestori mi avevano chiamato per leggere alcuni suoi brani, presentati da una giovane giornalista che teneva lì anche un corso di scrittura creativa. Arrivai con un minimo di impianto audio che mi ero portato, e un solerte giovanotto si offrì di darmi una mano a trasportarli di sopra, dove si sarebbe tenuto il reading. Quasi "en passant" mi disse: "sono l'autore". Ecco, lo conobbi così. Apprezzò molto la mia lettura, cui seguì anche uno dei miei progettini, allora solo audio (Youtube non c'era ancora), che collocai sul mio sito e che lui veicolò dappertutto attraverso il suo blog. Ma quella era prosa.
E qui Stefano Lorefice aggiunge: - Un'amica comune che gestisce un locale a Torino dove si tengono dei reading, dopo aver letto Cosmo, mi propose di farlo avere ad Ivo...sai mai...e infatti il libro lo colpì; al punto che accettò di buon grado di leggerne alcune parti in pubblico...
Beh, l'ho aiutato a portate l'amplificazione al piano di sopra, nel mentre gli ho detto che ero io quel tipo di cui leggeva parti del libro(era la prima presentazione di Cosmo Blues Hotel). Ovviamente, io sapevo già chi fosse, ma era la conoscenza della voce che ti si stampa in testa perché l'ascolti alla televisione. Mi ha molto colpito il suo modo di leggere le mie cose, e da lì non ci siamo più persi di vista, ed infatti poi sono nati alcuni progetti...alcuni realizzati (i video disponibili in rete) ed altri...si vedrà. Persona rara, e di valore; sia artistico che umano, e non è poco.
Nel tempo la mia scrittura è avanzata ed il suo modo di interpretarla è avanzato di conseguenza e per necessità. C'è stima reciproca, e sincera. Sono percorsi umani che arricchiscono e danno la misura del valore di certe scambi artistici e di certe amicizie.
Ma se quella di Cosmo Blue Hotel era una raccolta di racconti, di prosa, il verso poetico di Lorefice è sempre stato caratterizzato da un tratto non convenzionale. Dai metrò alla “logica del sedimento” del ritorno alle origini, il suo verso si ermetico e complesso: senza punteggiatura (apparente), ermetismo, nessun titolo. Graffiante e complesso per una recitazione ad alta voce, Ivo De Palma, ne crea prima in “La pioggia e altre esperienze…”, un viatico trasversale, per un’impostazione cangiante:ora sarcastica, ora dolce e cadenzata come una lettera progressivo pensare a voce alta fino ad esplodere in un magmatico tepore violento e sconsacrato,una tempesta che poi ritrova calma, un nastro tutto da scoprire. Un ésprit cangiante per antonomasia, un cromatismo variopinto. Un verso, una recitazione cantata che è come lo spartito di una fuga… E in fatto di sonorità, alla colonna sonora si riconferma come nello spoken su Erri De Luca, il progetto GianVigo firmato dal giovane polistrumentista Giampiero Timbro sulle note delle sue suite strumentali elettriche e pianistiche racchiuse in Absinth Piano E-Bow, un universo da concept metafisico che per Ivo è una piacevole conferma d’ispirazione. E Giampiero dichiara: - credo che Ivo riesce bene a coordinare le emozioni che trasmettiamo e ad esprimerle. Gli ho girato qualche nuova composizione, ma nulla di ufficiale, ora sto pensando a sistemare il materiale che vorrei registrare in studio e che poi proporrò a qualche etichetta indie che crederà nel progetto.
Altro effetto suggestivo è la scelta delle immagini, in realtà si tratta di fotografie scattate da Stefano Lorefice: - il mio progetto fotografico si muove su più fronti, al momento sto preparando delle immagini da proiettare durante i miei reading, immagini che hanno un legame, anche solo epidermico, con quanto scrivo e con il mood del mio modo di leggere. Il titolo di questo progetto è "Mantras". 

Una volta ultimato questo progetto, farò letture un po' ovunque nello stivale. L'idea è quella di unire visività, parole e suoni. Le parole saranno prese da "L'esperienza della pioggia" (in ristampa in questi giorni) e dai nuovi testi inediti, alcuni dei quali interpretati da Ivo nei due video.
In quanto a drammaturgia, nel secondo video Suburban Prayer raffiora una vesta da “memoria del sottosuolo” oscura e illuminante, come una falena contro la luce in cerca d’amore. Più cupa, più intensa, miscelata con un un nuovo ulteriore elemento: i frame video loop di Vj Kar dal mood fluorescente. Straordinariamente differente dal primo video considerando che entrambi hanno come matrice lo stesso libro. Versi poetici interpretati in una miscellanea patchwork di suggestioni.
E se Surbuban Prayer è l'anoima fosca e ombrosa di questo reading, la dolcezza più profonda emerce nell'ultimo tributo, Remainders (reminders) Of... Love..., una velata e tenerissima dichiarazione d'amore sulle immagini del book di Giuliana Mendez.
Insomma, un De Palma dai mille volti in un tempo ristretto e un nome da scoprire per chi non l’ha già fatto quello di Lorefice. Ma approfondiamo ancora di più questo progetto attraverso l’intervista a Ivo,ideatore di questo simposio artistico:
1. Come mi hai già dichiarato, il tuo primo incontro con Stefano Lorefice è stata un reading en passant di Cosmo Blues Hotel. Eppure una qualche aurea particolare ti ha colpito, cosa ti ha spinto di nuovo sulle sue tracce per affrontare L’Esperienza Della Pioggia?
Io e Stefano non ci siamo mai persi di vista, da allora. Avevamo anzi progettato uno spoken words itinerante, basato naturalmente sui suoi testi, che poi, causa problemi miei personali, non fu possibile concretizzare. Nel frattempo, la sua vena compositiva maturava, fino a tornare a piegare la sua voce, e di conseguenza anche la mia, ad una qualche forma di metro, molto libero nella scansione, ma indubbiamente più denso quanto a spessore: il famoso “significato che sta nell’accumulo”, citato dallo stesso Stefano in un suo passaggio. Da un lato mi ha complicato la vita, perché il rigore secco del verso poetico è infinitamente più difficile da interpretare, rispetto al realismo linguisticamente vario e sovrabbondante della prosa. Dall’altro, me l’ha semplificata, perché l’universo espressivo dei giovani e/o giovanissimi metropolitani comincia a farsi un po’ distante dalla mia sensibilità di ragazzo del ’62... Mi ero divertito un sacco a interpretare dal vivo quei passi di Cosmo Blues Hotel, ma già allora mi faceva un po’ specie dar voce ai 20/25enni... diciamo che mi trovo più a mio agio dai 30/35 in su! Oppure, decisamente sul verso poetico di Stefano, che ha spessore e valenze più generali, quindi è, per così dire, senza età.
2. La poesia ai tempi di Lorefice: nessun titolo, nessuna lettera maiuscola, qualche scarna virgola…questa la “scenografia-madre”.Per te, L’Esperienza Della Pioggia, la sua terza raccolta poetica, è stata la prima esperienza con la sua scrittura in versi. Come ti ha lasciato inquadrare e incanalare l’impronta ritmica della tua impostazione recitativa?
Come detto, non è stato un approccio facile. Un conto è la lettura mentale, l’analisi del testo da un punto di vista eminentemente strutturale. Da questo punto di vista la ricerca di Stefano è chiara e, mi sembra, decisamente pregevole nei suoi esiti. Tutto un altro conto è mettere i versi alla prova della scansione ad alta voce, procedura che ritengo auspicabile non solo per ovvi motivi professionali, ma anche perché la voce è stata per secoli il principale strumento di trasmissione di intrattenimento e cultura (la seconda, spesso, con la scusa del primo...), rimpiazzando talvolta più che egregiamente la scrittura, che non tutti (per non dire quasi nessuno), tra gli antichi fruitori, avrebbero potuto leggere. La battaglia che ingaggio coi versi di Stefano sta nel tentativo di assecondarne l’essenzialità senza rinunciare a un certo trasporto interpretativo. Stefano scrive in modo diverso da come io usualmente recito, ma dal momento che il mio intervento arriva dopo, è chiaro che sta a me trovare la giusta quadratura.
3. Approfondiamo il tuo aspetto recitativo. E’ vero che il libro crea un climax dalla città al ritorno al locus amoenus della natura e degli affetti, ma tu ne crei un patchwork più complesso. “La Pioggia E Altre Esperienze…”, mi appare come una missiva in corso di scrittura. La tua impronta ora sarcastica, poi quasi dal volto del nemico, poi riflessivo, lineare, dolce. Il tutto complice anche di un tuo viaggio trasversale tra vari momenti di queste pagine del libro. Spiegami meglio tutta questa architettura vocale e dello script che ti sei prefisso.
Si parte da uno dei momenti più belli e interessanti della poetica di uno scrittore: quello in cui decide di dare le coordinate entro cui si muove, di spiegare, in buona sostanza, perché fa poesia, come gli viene questa urgenza e magari anche in che modo, materialmente, la soddisfa. Il resto, nel breve spazio concesso da un progetto del genere, vorrebbe condensare alcuni dei temi ricorrenti nella produzione di Stefano: il rapporto con la strada, e con i personaggi e le situazioni che la popolano, e una certa visione, tutt’altro che ottimistica, della deriva totale nella quale siamo impegolati, e di cui prima o poi si dovrà rendere conto, almeno moralmente, alle generazioni che verranno. In ultimo, ciò che hai definito il “locus amoenus” della natura e degli affetti. Non proprio un “lieto fine” consolatorio, che non è nelle corde di Stefano, ma una sorta di recupero di concretezza e di senso di cui ognuno di noi ha estremo bisogno.
4. Una sottolineatura ulteriore, non trascurabile, molto tua. Hai inserito quasi a metà, quell’inserto della tua voce a mo’ di telegiornale. Parli di una donna stuprata sotto la pioggia. A seguire il flusso delle parole sembra una sorta di interiorizzazione della colpa, come se impersonassi la maschera del personaggio del carnefice.Spiegami.
La maschera del carnefice l’ho fatta impersonare allo stesso Stefano. In quella sequenza visiva, piuttosto convulsa, appare per ben tre volte un occhio inquietante, di un volto che vediamo solo per metà, quasi nascosto dietro uno stipite e che sembra osservare furtivamente la donna che appare nelle immagini, prima di assalirla. Quella è una delle fotografie più raggelanti di Stefano (che a quanto mi risulta è buono come il pane, sia ben chiaro!). La mia voce, corretta in mix come se provenisse da un radiogiornale, parla della vicenda in modo abbastanza distaccato, dandola quasi per scontata, e riferendo di commenti che vertono su quanto sia immorale una violenza carnale sotto la pioggia, come se in altre circostanze non lo fosse altrettanto. Insomma, uno spaccato di quanto abbiamo ormai fatto l’abitudine anche al peggio.
5. A Suburban Prayer, per quanto mi sembra è nata all’improvviso. In maniera lampante. Il mood è strettamente gotico, così diverso dal precedente.Trattandosi di un progetto tratto dalla stessa raccolta poetica, come nasce questa doppia anima?
L’anima “gotica” di questa appendice è stata influenzata principalmente dalla trascinante colonna sonora di Giampiero. Fino a questo momento avevo utilizzato i suoi brani più tranquilli, cioè più congeniali a fare da sottofondo alla recitazione vocale. Questo brano, invece, non ne voleva sapere di restare “sotto”, ma pretendeva con prepotenza di imporsi sull’evento. Questo ha determinato anche la scelta di immagini meno statiche, e di un montaggio più serrato. Quanto ai testi, sono tornato alla strada, ai viali, ai sobborghi e ai sotterranei spesso cantati da Stefano, ma serviva un’idea più perentoria per poterli stendere su un sottofondo così incalzante. Da qui, il taglio declamatorio a mo’ di “preghiera suburbana” (più che “gotica”, decisamente “infernale” direi...), anche qui con l’auspicio finale in una sorta di ruolo salvifico della poesia (purché legata alla vita vera) e dell’innocenza ritrovata (“amore è sapere arrossire...”).
6. Come dire? Parlando di Remainders (Reminders) Of...Love...,questa chimica, questa rimanenza del cuore, sembra celare un sentimento tanto coinvolto ed indizzato.Non è forse vero? con Giuliana c'è del tenero...
Non ti sbagli...Trovo che dire a una donna che è unica con le parole di Stefano, così apparentemente minimali e "low profile", sia molto bello.E il brano di Giampiero, di recentissima composizione, era davvero l'ideale. Le parole, apparentemente, minimizzano. La musica invece, un po' "lisergica", trasfigura. E la voce è lì in mezzo, a fare, come al solito, da sponda...
7. Al trittico De Palma – Lorefice – Timbro, qui si aggiunge una new entry, si aggiunge Vj Kar che firma i video loop. Com’è nata questa idea?
Cercavo immagini in movimento, possibilmente sotterranee, tipo metropolitana. E ho lanciato una ricerca. Sono arrivato al sito di questo interessantissimo videoartista catanese, che rende disponibili gratuitamente, per il download, alcuni suoi “video loop”, accontentandosi di essere citato tra le fonti, cosa che non ho avuto alcun problema a fare. Ho trovato i suoi materiali molto pertinenti per il progetto.
8. Parlando in generale, Stefano Lorefice è un valido esponente di quel macro mondo italiano della piccola editoria. Tu come giudichi questo settore?
Un serbatoio di novità potenzialmente interessantissimo, purtroppo penalizzato sia in fase promozionale (la tiratura per titolo è la metà di quella media delle grosse case editrici, e d’altronde se nessuno richiede il libro non può essere che così), sia in fase distributiva (rotazione a magazzino e presenza sul punto vendita molto basse). Un circolo vizioso che allontana gli investimenti sui progetti editoriali alternativi. Ma mi rendo conto che non dico nulla di nuovo, né per questo, né per altri settori...
9. Dopo l’editoria indipendente, parliamo anche della musica underground. Continui ancora la tua esperienza di questi tuoi video-reading su You Tube accompagnato dalle musiche di Giampiero Timbro. Una piacevole conferma insomma?
Sì. ho già chiesto a Giampiero ulteriori composizioni, quindi prima o poi mi rifarò vivo con qualcos’altro. Colgo l’occasione per ringraziare Stefano e Giampiero per la disponibilità dei loro materiali, davvero preziosa per questi piccoli eventi.
10. L’idea di queste tue brevi incursioni recitative in formato You Tube si è rivelato come una piccola miniera artistica. Che sensazioni ne trai da questa esperienza artistica, fuori le righe, non commerciale, tutta tua? Continuerai?
Certamente, anche se mai con la frequenza che vorrei. Ma ritengo esperienze del genere come vero e proprio ossigeno per la mia mente, quindi cercherò, tra un impegno e l’altro, di non farmele mai mancare. Le considero un lusso che talvolta posso permettermi. Potessi anche viverci, sarebbe davvero fantastico!!
.: IVO DE PALMA
sito ufficiale: www.ivodepalma.it
sito ufficiale: http://www.gianvigo.it/
Absinth Piano E-Bow: recensione e intervista sul progetto GianVigo
.: VJ KAR
My Space: http://www.myspace.com/vjkar
Splinder (23/04/2009) Helmuth Krausser I demoni di Puccini Nuovo capolavoro per l’autore di Melodien di Iannozzi Giuseppe Che Giacomo Puccini, bisbetico quanto geniale compositore, fosse anche un impenitente dongiovanni oggi non è più mistero per nessuno, e ce lo conferma Helmuth Krausser con il romanzo “I Demoni di Puccini”. L’autore tedesco ci restituisce Leggi ancora...
Presentazione del libro Un caffè a Kathmandu a Cento
"Un romanzo giallo-rosa per beneficienza"
Organizzatore: ASSOCIAZIONE «FUORI DAL COMUNE»
Ospiti: Manuela Mazzi, Andrea Menghini
Data: domenica 8 marzo 2009
Ora: 17.00 - 20.00
Luogo: Libreria «Il Guercino»
Indirizzo: Via Campagnoli a Cento (FE)
Domenica 8 marzo, avrà luogo la presentazione de Un caffè a Kathmandu di e con Manuela Mazzi, nell’ambito dell’iniziativa letteraria «Aperitivo con l’autore», organizzata dall’Associazione «Fuori del comune» (www.fuoridelcomune.net)
Appuntamento alle ore 17.00
alla libreria «Il Guercino» di Cento (Fe)
in Via Campagnoli
Con la presenza anche di Andrea Menghini, di Apeiron.
Alla fine della presentazione del libro, di cui si possono trovare infomazioni, il primo capitolo, e la presentazione su pdf attraverso il seguente link http://manuelamazzi.altervista.org/index_file/Page1110.htm verrà servito un aperitivo offerto dall'associazione.
Info di contatto - E-mail: mmazzi@hotmail.com
Considero valore ogni forma di vita,
la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente,
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo,
accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord,
qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare
e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
A volte quello che serve è un cambio di prospettiva. Chiamatela pure idea estemporanea, un momentaneo cambio di inquadratura. Il ben noto e lirico scrittore Erri De Luca e Ivo De Palma, doppiatore che dagli anni 80' a oggi firma i
personaggi più pregnanti degli anime giapponesi come Pegasus nei Cavalieri Dello Zodiaco, gli basta questo come biglietto da visita per farvi capire di chi stiamo parlando. Ma stavolta c'è qualcosa di diverso. Proprio la non convenzionalità di dire Ivo De Palma in quanto Ivo De Palma, senza personaggi.
Una scheggia.Tutto parte da questi versi, si tratta di Considero Valore del romanziere Erri De Luca, versi germogliati nella sua unica raccolta di poesie intitolata Opera sull'acqua e altre poesie, Einaudi (2002).
Aggiungeteci Ivo De Palma, non doppiatore ma voce recitante, recitazione pure, senza clichés televisivi.
Un piccolo mondo, un mondo a parte, senza trucco sul viso. Ivo De Palma al di là
dell'industria dello spettacolo,insomma, quella parte di sé quella più vera che spesso si dimentica. Ed ecco allora il lato oscuro della luna, anzi…quello chiaro e non filtrato. E' quello che di gran lunga appare nel suo nuovo spazio su Youtube, questo voler essere se stessi sopra ogni cose, senza maschere. Un bisogno, un' esigenza.
Una prova d'autore che sa di perla rara questo breve reading ma in cui c'è tanto da scoprire. Importante anche la potenza sottile della colonna sonora: occasione colta al volo anche quella. L'autore è Giampiero Timbro, giovane cantante e compositore beneventano dal forte impatto visual. L'accoppiamento, nato da un rapido tam tam sul web nasce da un suo progetto musicale solista chiamato GianVigo nell'ambito del suo demo Absnth Piano E-bow. La traccia scelta per colonna
sonora è L'Essenza Del Minimalismo 001, brano sperimentale in piano solo. Giampiero dichiara sulla genesi di questo sodalizio: Ho fatto ascoltare la demo a Ivo che ha subito apprezzato, poi è venuta fuori questa sua idea, un'evoluzione naturale delle cose. E' stato un grande onore, una cosa che mi ha reso felice, in quanto non solo sono un grande fan dei Cavalieri dello zodiaco, ma anche un grande estimatore della sua voce. Ritengo sia una delle migliori in Italia.Nella fattispecie L'Essenza Del Minimalismo 001 l'ha scelta Ivo, probabilmente è quella che gli ha trasmesso sensazioni più in linea col tema
E' una goccia, ma mi piaceva scavare fino in fondo. E con tanta gratitudine a Ivo De Palma per avermi dedicato il suo tempo prezioso, ecco l'intervista che abbiamo realizzato insieme.
1.Un omaggio alla poetica pregnante di Erri De Luca, grande valore morale e simbolo partenopeo per un napoletano di nascita come te. Come sei arrivato a scegliere questo autore e questo testo?
In realtà non ho cercato io questo autore, ma negli ultimi tempi alcune recenti circostanze fortuite (o meno, a seconda che si voglia vedere un senso anche nell'apparente caso, o, rimescolando le lettere, caos...) lo hanno posto nel raggio della mia attenzione: una mia allieva di dizione ha cominciato a esercitarsi su pagine tratte dai suoi libri, mia madre ha cominciato a leggere un suo libro, che ho poi letto anch'io, e una mia conoscente ha pubblicato il testo di questa poesia sul suo profilo di Facebook. Insomma, in qualche modo mi sono sentito "chiamato" a mettere questo autore alla prova della mie possibilità interpretative, che poi significa in realtà il contrario, cioè mettere quel poco (ars longa, vita brevis...) che in 25 anni di esperienza ho imparato alla prova di autori di indiscutibile spessore.
2. Nella veste puramente letteraria, è stata la stagione dei Cavalieri Dello Zodiaco "old style" firmata dall' adattamento di Stefano Cerioni e dalla direzione del doppiaggio di Enrico Carabelli a spalmare sulla tua voce citazioni provenienti da maestri come Dante e Ugo Foscolo. Ma il vero Ivo cosa ama di più leggere volendo fare una lista dei tuoi libri e autori preferiti?
Beh, cominciamo col ricordare che gli esiti poetici legati, in quella serie televisiva, al mio personaggio non portano le autorevoli firme che hai menzionato. Furono mie iniziative estemporanee, discusse in sala col direttore di doppiaggio e inserite nelle battute di Pegasus. Nel bene e nel male, quindi, me ne assumo responsabilità diretta. Per tutto il resto, sono di gusti abbastanza larghi: mi intrigano le visioni un po' folli di Moresco come le rigorose analisi di Chomsky, passando per la vena potentemente romantica di un Marai. Poi, ho una speciale adorazione per i versi di Mariangela Gualtieri.
3. Parlando ancora di te, in reading come questo emerge la tua voglia di venire fuori senza il filtro dei tuoi pluricitati personaggi partoriti nel tuo lavoro ormai ventennale soprattutto per Studio PV, da Pegasus a Mirko, dal sergente Mahoney al recente doppiaggio della serie di Hades. Senti a volte l'esigenza di venire fuori come te medesimo agli occhi del pubblico senza queste "maschere"? La tua presenza su internet con i tuoi affezionati lo lascia intuire…
Certamente. Esistono aspetti della ricerca personale di ognuno di noi che sul lavoro difficilmente vengono fuori. Questo per vari motivi, legati essenzialmente al fatto che, per motivi di resa commerciale (meglio, più in fretta), tendiamo a essere sempre utilizzati per ciò in cui funzioniamo maggiormente. Ma la nostra vita, i nostri interessi, i nostri orizzonti e le nostre aspirazioni, col tempo, possono cambiare, spesso senza che quanti sono preposti a selezionare le voci se ne accorgano. Gli anni di esperienza ci perfezionano tecnicamente, ci insaporiscono in termini di sensibilità, ci insegnano a mettere un pensiero dietro alle battute, ma non è detto che il mercato ufficiale se ne accorga e ne approfitti, specie laddove, come al nord, non esiste il doppiaggio cinematografico. E allora, personalmente sfrutto ciò che la tecnologia mi mette a disposizione, per divertirmi (nessuno mi paga per prodotti come "Valore") a spaziare con la voce su piccoli progetti non convenzionali. Per il resto, ho un contatto praticamente quotidiano con gli appassionati anche su altri aspetti del mio lavoro, come l'adattamento dei dialoghi italiani.
4.Torniamo a Valore. Hai scelto come colonna sonora per il video, il brano L'Essenza Del Minimalismo 001 del giovane musicista beneventano Giampiero Timbro.Scelta che sembra aver fatto breccia al primo colpo dopo aver ascoltato il suo progetto Absinth Piano E-Bow. Ci racconti questo percorso?
Qui il calcio d'inizio si deve al buon Giampiero, che mi ha inviato tramite Facebook il link ai propri materiali. Ascoltandoli, mi sono reso conto che, ancorché musicalmente bastassero a se stessi, presentavano caratteristiche tali da renderli ideali per accompagnare una voce recitante. Espressi tale convinzione a Giampiero, rammaricandomi di non averli potuti scaricare. Tempo due minuti ricevetti il link per il download e la cosa finì lì, con infiniti ringraziamenti da parte mia. Qualche giorno dopo, approfittando di una mattinata un po' più libera del solito, mi dedicai a un nuovo ascolto dei materiali di Giampiero, con l'idea di trovare il sottofondo ideale per "Considero Valore" di Erri De Luca, poesia in cui mi ero imbattuto giorni prima. L'Essenza del Minimalismo 001, sfrondata di una parte centrale più complessa, mi parve fare al caso mio. Montai per bene il minuto e mezzo musicale ed entrai in sala, dove registrai di getto la poesia con la musica in cuffia, senza rifarla nemmeno una volta. In mix modificai solo qualche pausa, perché le parole facessero qui e là da contrappunto al fraseggio musicale. Creai quindi il master audio, che importai in un software di montaggio video per aggiungere le immagini, cioè foto del poeta rese disponibili sul web. Il volto di De Luca è meravigliosamente scavato dagli anni, quindi rende decisamente attendibili, come nate dalla riflessione di una vita, le affermazioni contenute nel testo. In capo a due/tre ore, il reading era pronto per la condivisione sul web.
5. Un doppiatore è soprattutto un attore, doppiaggio è quindi anche recitazione. Recitazione, che sembra essere il filo conduttore del tuo spazio su You Tube di cui sei un neofita internauta. Come nasce questa idea prendendo, per il momento, in considerazione anche l'upload di un'altra tua rilettura intitolata Eterna Primavera basata su un quadro di Silvana Cimieri e un testo di Marina Bergadano?
L'idea è molto semplice, ed è legata alle riflessioni già fatte nel corso di questa conversazione. Preso atto dell'esigenza di esprimermi in modo autonomo e di cercare un contatto diretto con il pubblico, si trattava di individuare i mezzi più adatti alla bisogna. In principio, e per molti anni, è stato solo il mio sito ufficiale. Ora sono presente anche su Youtube e Facebook.
6. In quanto ai video, il film maker sei ancora una volta tu. Semplice passione?
Beh, non posso fare mille cose a livelli straordinari... è già tanto se riesco a farne una a livelli anche solo decenti... Il montaggio e la regia cinetelevisiva mi intrigano molto, ma non posso dire di non avere ancora un sacco di cose da imparare.
7. L'uscio sul mondo del tuo lavoro è aperto, sveli anche i backstage della realizzazione del doppiaggio. Da grande esperto e appassionato del tuo lavoro, quali regole - gotha consigli a chi vuole tentare una strada come la tua?
Dotarsi delle basi indispensabili. Darsi scadenze realistiche e precise. All'interno di queste, buttarsi a capofitto nell'ardua impresa di entrare in questo mercato. Chi è privo di basi, di motivazione e di pazienza, lasci perdere.
8. E per il prossimo futuro cosa ci riservi di bello in quanto a progetti dentro e fuori la Rete?
"Valore" non ha avuto chissà quale gestazione... Credo che le cose più belle nascano un po' all'improvviso, per innamoramenti subitanei (un po' come le belle storie d'amore...), per surriscaldamenti creativi non troppo programmati. Il resto è ordinaria amministrazione, di cui comunque, trattandosi di un lavoro come il mio, non mi posso proprio lamentare.
www.ivodepalma.it
Vedi anche Ivo De Palma e gli spoken words su Stefano Lorefice
Splinder (20/01/2009) Intervista a Stefania Nardini Gli scheletri di via Duomo a cura di Giuseppe Iannozzi “Questo è un libro delizioso per tre motivi. Il primo motivo, naturalmente, si identifica con il “giallo” intrinseco del racconto di Stefania Nardini: la storia che il protagonista, un cronista di “nera” del Leggi ancora...
Sabato 6 Dicembre si terrà a Milano, presso la libreria “Libri&Caffè” di via Pietro Maestri 1 (raggiungibile con i tram 9 – 23 – 29 – 30), l’incontro “”Esordi femminili nell’universo della parola scritta, organizzato da Carlotta de Melas, autrice del romanzo generazionale “Una Lingua sul Cuore”, con la partecipazione di Paola Boni, autrice del romanzo dark “Black Angel” e di Francesca Angelinelli, autrice dei romanzi fantasy di “Chariza”.
Dovrebbe esser facile spiegare il perché di “Morte all’alba”, ed invece no. Ma cercherò comunque di spiegare i motivi salienti per cui ho deciso di rendere disponibili alcuni miei scritti.
Che qualcuno ci voglia credere o meno, è da tempo che mi si chiede di pubblicare. Ora io non so dirvi se questo libro lo si possa considerare a pieno titolo una pubblicazione; però uno con il vizio di scrivere l’ha scritto parola dopo parola, pagina dopo pagina, e nel suo piccolo questo qualcuno in qualche modo bisogna pur indicarlo, o etichettarlo: per brevità chiamato scrittore! *
“Morte all’alba” risponde a un’esigenza, quella di offrire la parola scritta e compiuta a chi vorrà leggerla, a chi in tempi antichi e recenti me l’ha chiesta se non proprio come preghiera almeno tentando una provocazione a mio solo dànno, quasi a sottolineare, “Avanti, provaci frocetto! Vediamo un po’ di che pasta sei fatto”.
Ho risposto alla provocazione, ma in verità questo è stato l’ultimo dei miei pensieri.
In “Morte all’alba” spero d’aver saputo raccogliere il meglio di tanti racconti scritti negli ultimi tre anni. Il criterio di scelta è stato dettato al disopra di tutto da ragioni non commerciali, privilegiando la sostanza e lo stile: in questa raccolta si potranno dunque incontrare racconti nevralgici dichiaratamente avantpop, racconti horror e dark, e anche storie erotiche, volgarmente trash, o bukowskiane che dir si voglia, fermo restando però che mai e in nessun caso ho tentato di emulare quegli autori citati in maniera trasversale o addirittura enfatica.
In tutto ventinove racconti, tutti fra loro diversi, non solo per genere ma per stile anche. In “Morte all’alba” non mancano chiari richiami stilistici – e non solo - a Ernest Hemingway e neppure al più modaiolo e attuale Stephen King, ma anche e soprattutto a Edgar Allan Poe, J. Sheridan Le Fanu, Henry James. Howard P. Lovecraft. E chi avrà la fortuna, o la sventura, di leggere questa antologia personale incontrerà il placido nervosismo di Cesare Pavese, l’incombenza di resistere di Beppe Fenoglio, la ricerca dell’Atman secondo una formula di ribellione e misticismo à la Hermann Hesse, l’eleganza di Gabriele D’Annunzio, l’anarchia axiologica di F.W. Nietzsche, il raziocinio di Bertrand Russell, la visionarietà di Philip K. Dick che si accompagna a quella di William S. Burroughs…
C’è un universo intero in questi ventinove racconti, o forse è più giusto dire che il mio intento è stato anche quello di tentare questa impresa, impossibile per chiunque. Non sto dicendo che proprio io, l’ultimo arrivato, ci sia riuscito. Più semplicemente dico che ho tentato.
Non mi resta dunque altro da fare che augurarvi buona lettura, sperando che il libro non vi disgusti troppo. Sono certo che saprete giudicarlo con giusta severità.
Giuseppe Iannozzi
* parafrasando il titolo dell’ultimo album in studio di Francesco De Gregari, “Per brevità chiamato artista”, 2008
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Morte all'alba di Giuseppe Iannozzi Acquista la tua copia di Morte all'alba ![]() http://www.lulu.com/content/4135701 ![]() Leggi l'intervista a Giuseppe Iannozzi a cura di Chiara Perseghin |
Parole e voce: Gianluca Mercadante
Voce aggiunta: Attilia Medaglia
Musica: Fanale
Mixato e registrato da Gino Gallé, Vercelli
L'mp3 potete ascoltarlo e scaricarlo qui: www.lasvegasedizioni.com/files/compito.mp3
"Una stella incarnita
Con l'attesa di molti (me compresa), da oggi potete trovare on line la mia raccolta di poesie Il Carillon delle Stelle Vagabonde: oltre 60 poesie del mio periodo in versi più intenso: al suo interno potete dunque trovare i miei versi che parteciparono con successo a diversi concorsi letterari entrando anche a far parte di una partecipazione all'ambito Premio Luzi 2006.
Potete trovare questo mio libro solo ed esclusivamente su http://stores.lulu.com/chiaramarra* al prezzo speciale di 6,81 euro oppure in versione e-book a soli 2,00 euro (scelta che magari vi consiglio se volete evitare le spese di spedizione e le attese visto che Lulu opera all'estero).
In più vi ricordo l'offerta promozionale del mio primo romanzo Le Départ – Imballaggi Per Anime In Volo, la storia di un pianista – stewart aereo alla ricerca di se stesso. Libro che potete trovare a 7,72 euro in versione cartacea o a 1,56 nella versione digitale.
* Vi ricordo che il sito di Lulu.com accetta solo pagamenti tramite carta di credito.
Con la speranza di leggere presto i vostri commenti e le vostre opinioni, vi auguro una buona lettura.
Alla prossima
la vostra capo redattrice
Chiara Marra
alla cerimonia di assegnazione dei premi ai vincitori dell’undicesima edizione del Premio “Parco Majella” che avrà luogo
sabato 19 luglio 2008 ore 20,00
in Abbateggio (Pescara)

Presidente Premio
Antonio Di Marco
Direzione Artistica
Daniela D’Alimonte, Enza Di Marco
Marco Presutti
Presidente Giuria 2008
Alda D’Eusanio
Componenti Giuria 2008
Nicoletta Di Gregorio - Roberta Di Renzo
Patricia Fogaraccio - Rossella Petrilli
Dario Catalano - Dante Caserta
Leonardo Nodari - Antonio Ricci
Sandro Santilli
SEGUE IL PROGRAMMA PER ESTESO



IO CI SARÒ!
Sabato19 Luglio 2008
nell’ambito del
2° FESTIVAL D’ESTATE
Al Campo - via per Corciago PISANO (NO)
19-20-21 Luglio 2008
EquiLibro presenta, nell’ambito del 2° Festival d’Estate organizzato dalla Pro loco di Pisano, una giornata fuori dagli schemi delle consuete manifestazioni letterarie. In EquiLibro di libri si chiacchiera, ci si conosce e riconosce tra Autori, Editori, Lettori, si ascolta buona musica, si gioca con parole dette e scritte, si pranza insieme. Buon cibo per il corpo e anche per la mente, nutriente ma leggero.
EquiLibro, ideato da Maura Parachini, è il risultato di un mix tra una Pro Loco, quella di Pisano, frizzante e attenta a nuove iniziative, un’associazione di giovani in urgenza creativa, I menestrelli di Jorvik e Atì Editore, piccola ma dinamica casa editrice.
È una festa giovane, quella di luglio a Pisano, di musica (l’elenco dei gruppi musicali si è allungato di molto quest’anno, dopo il successo della scorsa edizione) e ora anche di libri.
Passione da vivere, diffondere e condividere, fosse solo per rendere noto che non ci son solo i Dan Brown e i Bruno Vespa sugli scaffali delle librerie.
PROGRAMMA
Giornata EquiLibro 19 luglio 2008
12.30 Sturm und Würstel Grigliata letteraria.
14:30 Armati di matita La sfi da degli Incipit
14:45 Digestivo musicale Duo Old Time Soul
15.00 Giù le matite Lettura degli Incipit
e premiazione e premiazione 15.30 Apostrofo musicale Mario&Maura
15.45 Parole parlate Psiche malata® - I menestrelli di Jorvik
16.45 Parole cantate Duo Old Time Soul
18.00 Varie e Ineventuali Appunto.
EquiLibro sarà presente per tutta la durata del Festival d’Estate
con un proprio stand espositivo. Libri, chiacchiere, incontri, sorprese.
uffi cio stampa EquiLibro: mario favini
cell. 3474457170 e-mail marfav85@hotmail.com
organizzazione: maura parachini
cell. 3338821307 e-mail emmepibox@gmail.com
1. Di te si sa poco o niente: chi è Mara Venuto, forse solo l’autrice di “Leggimi nei pensieri” edito da Cicorivolta edizioni? Racconta qualche cosa di te.